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Rifugiati e studenti si incontrano sui banchi di scuola

Quattro ragazze di Progetto Itaca si raccontano all’istituto “Bertacchi” di Lecco.
17
Mag

Rifugiati e studenti si incontrano sui banchi di scuola

Si rafforza la collaborazione tra Progetto Itaca e le realtà del territorio, in particolare quelle scolastiche. Alcune ospiti della nostra Cooperativa sono state protagoniste di un incontro-lezione presso l’istituto “Bertacchi” di Lecco.
Alcuni ragazzi frequentanti il terzo anno con l’ausilio della professoressa di lingua inglese hanno intervistato quattro ragazze accolte da Progetto Itaca che hanno ottenuto lo status di rifugiato. Loro sono Aminatou, ivoriana, con sua figlia; Isabella, nigeriana, con suo figlio; Beauty, anche lei nigeriana, e Amani, tunisina.
Sono state poste loro delle domande sulla routine e sulle tradizioni del loro Paese d’origine.

“Cosa facevi nel tempo libero?”, “Praticavi sport?”, “Come si svolgono i matrimoni?”

Durante l’incontro si è parlato anche del loro viaggio e della loro vita qui in Italia

“Parli bene italiano?”, “Lavori?”, “Ti piace stare qui?”.

Mentre le mamme hanno risposto alle domande e chiacchierato con le due classi, i due bambini presenti, sono stati intrattenuti da alcuni studenti che si sono offerti di tenerli impegnati giocando con loro.
L’incontro è proseguito con un divertente scambio linguistico in cui le ragazze hanno scritto nelle loro lingue madri diverse frasi che poi hanno tradotto in italiano.
La scuola ha offerto a tutti una merenda a base di torta, biscotti e bevande, durante la quale il gruppo di studenti e le nostre ospiti hanno condiviso un po’ di tempo insieme chiacchierando e scattando foto ricordo.

Abbiamo chiesto alle protagoniste di questa esperienza come l’hanno vissuta e loro si sono mostrate molto disponibili nel “raccontarsi” e nel “raccontarci”.
Aminatou ha affermato che

“Parlare con loro mi ha fatto bene, ero molto felice! Mi è piaciuto anche parlare nella mia lingua che si chiama “itini””.

Beauty si è resa conto che ognuna di loro ha alle spalle un percorso differente e una storia diversa da raccontare:

‘’They appreciated that we were there. It was nice!’’ (“loro hanno apprezzato che fossimo lì. E’ stato bello!’’).

Isabella pensava che le venissero poste domande molto personali ed era un po’ intimorita. Quando però ha capito che si trattava di uno scambio di storie, si è rilassata e si è goduta l’esperienza.

’’They looked after my son. It was good!’’ dice. (‘’Hanno curato mio figlio. E’ stato bello!’’)

Anche Amani all’inizio era indecisa se partecipare oppure no all’incontro, ma alla fine è tornata molto contenta:

’’Mi è piaciuto condividere anche la mia conoscenza dell’arabo con i ragazzi della scuola.’’

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