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Omar e Mamadou al lavoro!

I tirocini professionali possono portare ad un’inclusione lavorativa.
Consegna attestati Namaste
15
Nov

Omar e Mamadou al lavoro!

Omar e Mamadou sono due richiedenti protezione internazionale che hanno iniziato due percorsi lavorativi retribuiti e basati su un contratto, dopo aver partecipato a corsi di italiano e formazione professionale seguendo il progetto di accoglienza diffusa di Progetto Itaca.

Le assistenti sociali di Progetto Itaca, Letizia e Valentina, si occupano di tutte le fasi dell’inserimento sociale dei beneficiari con l’obiettivo generale di far riacquisire a ciascuno un buon grado di autonomia, favorire la conoscenza dei propri diritti-doveri, far loro apprendere e comprendere i servizi e le opportunità del territorio.
L’arduo obiettivo dell’autonomia lavorativa si persegue iniziando a fare un bilancio di competenze e di titoli di studio del richiedente al suo arrivo in struttura, per poi passare al sostegno nella creazione di un curriculum vitae, all’iscrizione ai servizi per l’impiego e alla spiegazione su “come si cerca lavoro in Italia?”. Seguendo le linee guida SPRAR si procede preparando il beneficiario ad eventuali colloqui di lavoro e anche alla “semplice” consegna a mano del CV presso le aziende, viene creata una mail personale spiegando come può divenire strumento di ricerca lavorativa.
Nel tempo di permanenza all’interno del progetto di accoglienza Letizia e Valentina scandagliano tutte le opportunità formative presenti sul territorio di modo da poter iscrivere i richiedenti e far loro ottenere attestati spendibili nel mondo del lavoro. Così è stato fatto per Omar e Mamadou presentando loro l’occasione offerta dal corso di formazione professionale per “operatore meccanico” organizzato in sinergia da Associazione Volontari Namaste, Fondazione Luigi Clerici e Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Lecco (API) e realizzato grazie ai finanziamenti ricevuti dalla Fondazione J.P. Morgan.  La selezione è stata fatta seguendo principi come la conoscenza della lingua italiana, la comprensione e l’interesse mostrati verso gli argomenti trattati nel corso e le esperienze lavorative nel settore meccanico nel Paese d’origine.

Omar ci racconta che il corso gli ha permesso di imparare a leggere un disegno meccanico e trasformarlo in qualcosa di reale attraverso utensili come la fresa, la pressa e il saldatore. Hanno sostenuto 200 ore di corso teorico/pratico comprensivo di corso sulla sicurezza ad alto rischio e un fondamentale tirocinio finale in aziende lecchesi metalmeccaniche di 110 ore con lo scopo di una possibile assunzione per gli allievi più meritevoli.

“Ogni giorno di tirocinio lavorativo ci ha fatto guadagnare esperienza” – Dama

La collaborazione continua e fattiva tra i coordinatori del corso e gli enti gestori dell’accoglienza ha permesso una positiva riuscita del percorso con l’inserimento lavorativo in azienda per diversi richiedenti protezione internazionale iscritti.

Domenico Calveri, responsabile della formazione in API, si è espresso positivamente spiegando che il corso è stato realizzato nel tentativo di rispondere a più bisogni:

  • Il capire il lavoro metalmeccanico in lingua italiana;
  • Il comprendere le metodiche del lavoro in Italia e del settore metalmeccanico fondamentale nella provincia lecchese;
  • Il cercare un lavoro per i richiedenti protezione internazionale per rendersi autonomi dal sistema europeo d’accoglienza;
  • Il trovare e poter per le aziende assumere persone preparate. I beneficiari hanno, infatti, appreso nuove competenze e hanno potuto sfruttare quelle già in possesso adattandole al mercato del lavoro italiano.

“L’impegno è stato molteplice: dei ragazzi, nostro e delle aziende che si sono fidate e reso possibili le assunzioni” – D. Calveri

Anche Francesca Ghirini dell’Associazione Namaste, Cristina Giussani – coordinatrice di questo corso e Monica Riva – direttore della Fondazione Clerici hanno apprezzato la voglia di integrarsi e di lavorare di questi ragazzi, la loro passione e voglia di sapere.

“I tirocini professionali possono portare ad un’inclusione lavorativa. Questo corso può rappresentare un nuovo modo di formazione che permette di arrivare  concretamente a entrare nelle aziende del territorio.” – M. Riva

L’attestato di competenza rilasciato a seguito dell’esperienza acquisita in effettuare attrezzaggio di macchine utensili per tornitura e attrezzaggio macchine utensili a controllo numerico ha permesso sia a Mamadou che a Omar di iniziare un tirocinio extracurriculare presso due aziende del lecchese; per il primo la F.lli Meroni di Dolzago e per il secondo la Flacon Service di Olgiate Molgora.

La F.lli Meroni ci racconta che: “Mamadou si è integrato benissimo nell’ambiente lavorativo e con i colleghi, è un ragazzo sempre disponibile, educato e “tanto di cappello” a trovare giovani che si impegnano ad apprendere e a mettersi in gioco con umiltà!”

“Mi sono sempre chiesto se sono utile a fare qualcosa, finalmente sono riuscito a muovermi dall’immobilità che deriva dalla mia condizione. Mi fa piacere finalmente lavorare!” – Omar

 

I numeri di progetto Itaca nell'inserimento lavorativo di richiedenti asilo

 

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