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Il ricorso

Il richiedente che abbia ricevuto esito negativo può:

  • presentare ricorso avverso la decisione entro 30 giorni presso il Tribunale ordinario. Il deposito e la registrazione del ricorso sospendono l’espulsione dettata dal diniego della Commissione Territoriale. In seguito la legge dispone che sia rilasciato un nuovo Permesso di Soggiorno per RICHIESTA ASILO. Il termine per l’esame del ricorso è fissato in sei mesi;
  • decidere di NON presentare ricorso, la Prefettura emetterà un Decreto di espulsione entro 30 giorni e il diniegato dovrà lasciare il territorio nazionale;

Per la fase giurisdizionale la legge prevede tre gradi di giudizio: Tribunale di primo grado e Corte d’Appello possono entrare nel merito della questione, mentre, la Corte di Cassazione può decidere solo su questioni di legittimità e diritto. Per questi gradi di giudizio il cittadino straniero deve essere assistito da un avvocato ed è ammesso il gratuito patrocinio per persone non abbienti (Legge 29 marzo 2001 n. 134; D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115: articoli dal 74 al 141). L’ente ospitante ha il dovere di indicare un avvocato di riferimento, ma il richiedente ha ovviamente il diritto di scegliere un avvocato esterno.

Il ricorso sospende automaticamente l’espulsione, ma sono previste alcune eccezioni per:

  • chi ha avuto il diniego in seguito all’audizione alla quale non si era presentato;
  • il richiedente la cui domanda è stata rigettata per manifesta infondatezza o dichiarata inammissibile;
  • chi durante l’iter è stato trattenuto in un CIE;
  • chi è stato fermato dalle autorità competenti in condizioni di soggiorno irregolare;
  • chi si è allontanato con ingiustificato motivo dalla struttura nella quale era accolto.

È importante che il richiedente arrivi all’udienza con una documentazione il più esaustiva possibile per produrre prove a sostegno della richiesta d’asilo legati sia alla sua storia personale sia al percorso di integrazione conseguito dall’arrivo in Italia.

Esattamente come la Commissione Territoriale, anche il Tribunale ordinario può assegnare qualunque forma di protezione internazionale esistente e sempre dopo l’ottenimento del Permesso di Soggiorno Elettronico la Prefettura emetterà la revoca delle misure di accoglienza nei confronti del neo rifugiato politico.

E per i negativi?

Si procede con la Corte d’Appello!

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