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Alternanza: viaggio alla scoperta della Convenzione di Ginevra

Il tema di Giulia
20
Mar

Alternanza: viaggio alla scoperta della Convenzione di Ginevra

Entrare in contatto concretamente con un’esperienza lavorativa scoprendo ruoli, incarichi e attività strettamente connessi a quello che potrebbe essere il proprio futuro professionale. Alternanza Scuola-Lavoro in Progetto Itaca significa proprio questo e i ragazzi che stanno vivendo questa possibilità hanno dimostrato di aver colto appieno questo valore. (Vedi articolo).

Ultimo ad unirsi alla squadra di alternanze è stato l’Istituto di Istruzione Superiore “A. Greppi” di Monticello B.za (LC). Tre delle sue studentesse sono alle prese con i progetti che riguardano l’ambito della mediazione culturale. Una di loro, Giulia, si è messa in gioco anche con la nostra équipe di Comunicazione, realizzando un articolo di approfondimento su un tema fondamentale, quale è la Convenzione di Ginevra.

“Perchè esiste? Perché deve continuare ad esistere? Andrebbe ampliata?”.

Ecco come ha affrontato queste domande e cosa si è sentita di esprimere al riguardo.

CONVENZIONE DI GINEVRA: VIAGGIO VERSO LA TERRA PROMESSA

“In una società sempre più costellata da una moltitudine di culture e religioni diverse, il tema dell’immigrazione e la definizione del termine “rifugiato” sono argomenti ampiamente dibattuti che animano le discussioni non solo di persone comuni, ma anche di politici e giornalisti famosi, dando come risultato esiti e ideologie davvero contrastanti. Infatti sono all’ordine del giorno le notizie di sbarchi sulle coste italiane di persone in condizioni di disagio fisico e psichico che scappano dalla loro terra per trovare una vita migliore.

Quello che però sbalordisce è che la maggior parte dei cittadini non conosce realmente ciò di cui si parla e questo suscita odio e paura nei confronti dell’alterità

tanto che persino il Papa nel mese di marzo è intervenuto con un discorso contro “chi alza nuovi muri”. Egli infatti chiede alla comunità di accogliere l’alterità per poter costruire una società in cui nessuno sia più straniero, in modo da valicare muri e confini per avvicinare e riunire le persone. […]
La definizione di rifugiato fu scritta e stabilita dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Questo trattato multilaterale delle Nazioni Unite definisce chi è un rifugiato e i diritti dei singoli che hanno ottenuto asilo e le responsabilità delle nazioni che garantiscono l’asilo stesso. E’ importante però sottolineare che non è solo lo Stato ad avere dei doveri nei confronti del singolo, ma che è anche vero il contrario. Ogni rifugiato ha infatti l’obbligo di conformarsi alle leggi e ai regolamenti, come pure alle misure prese per il mantenimento dell’ordine pubblico. Se queste non fossero rispettate e il rifugiato venisse considerato pericoloso per la sicurezza pubblica, lo Stato può esercitare il diritto di espulsione. Ciò che invece garantiscono gli Stati che hanno firmato il documento sono pari diritti tra i rifugiati e gli abitanti del Paese soprattutto riguardo l’aspetto giuridico, amministrativo, lavorativo e del benessere sociale. Vengono infatti tutelati tutti i bisogni che ciascun uomo possiede per permettere una perfetta integrazione nella nuova cultura e far sentire ciascuno a suo agio nella nuova società. In particolare le nazioni che si sono impegnate a redigere e firmare questo documento pongono l’accento su alcuni principi considerati essenziali per la crescita della democrazia e l’uguaglianza tra gli uomini. In più sezioni del trattato viene espressa l’importanza di un trattamento nei confronti dei rifugiati pari a quello dato ai cittadini dello Stato stesso. Coloro che cercano asilo in altri Paesi non devono essere privilegiati, né al contrario discriminati o considerati inferiori, poiché il fine ultimo della convenzione di Ginevra è quello di garantire diritti uguali tra tutti gli uomini, in modo da offrire a ognuno pace e tranquillità.

La nascita di questo documento ha segnato una svolta per tutti coloro che, dopo essere fuggiti dal proprio Paese per motivi politici o di incolumità hanno ottenuto la protezione internazionale, in quanto permette loro una maggior tutela e la certezza che possono ricevere aiuto dai Paesi vicini, per poter trascorrere in un altro luogo una vita serena caratterizzata da armonia e stabilità, che dovrebbe essere diritto di ciascun uomo, senza alcuna distinzione.

Se quindi un documento resta in vigore per 67 anni è perché la sua esistenza risulta essenziale e dovrebbe protrarsi per moltissimo altro tempo. Infatti fintantoché la condizione di Stati come Libia e Afghanistan non migliorerà, sarà necessario avere un atto che tuteli i cittadini provenienti da questi luoghi e, anzi, dovrebbe essere ampliato. Sono infatti molte le persone a cui viene respinta la richiesta di asilo politico e ottenere lo status di rifugiato diventa sempre più difficile, tanto che sei persone su dieci non ricevono alcuna protezione, come riporta un articolo de “La stampa” del 2016. […]

La condizione che si trova a vivere chi intraprende questo viaggio per raggiungere la cosiddetta “terra promessa” è quindi di grande allarme, soprattutto in Italia. […]
Ciò che è dunque davvero importante è che la convenzione di Ginevra resti in vigore e venga ampliata per poter permettere a tutti di trascorrere una vita degna di essere vissuta. “

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